L'immagine raffiugura un monaco in contemplazione davanti ad un giardino di roccia

Buddhismo Zen

Il misticismo dell'Asia orientale

Le radici dello Zen affondano nella tradizione spirituale indiana del Buddha che nel corso dei secoli si diffonde in Cina assimilando i principi del Tao e successivamente in Giappone dove raggiunge il suo massimo splendore. Il buddhismo Zen approfondisce l'insegnamento originario della pratica meditativa e della sua funzione nella vita quotidiana.

L'immagine raffiugura una linea di inchiostro nero tracciata con energia

Nella storia del buddhismo si tramanda l'insegnamento del Buddha noto come "Buddha mostra un fiore" che si svolse nel fatidico nobile silenzio:

Gautama Buddha teneva un fiore in mano, in silenzio, facendolo roteare tra le dita. Nessun erudito dell’assemblea riuscì a comprenderne il significato. Tranne l’asceta Kasyapa che sorrise spontaneamente al Buddha.

I Shin den Shin

La trasmissione da Cuore a Cuore

L'immagine raffiugura un ago di pino stilizzato simbolo dello zen soto

...dopo aver ricambiato il sorriso all'asceta Kasyapa,
il Buddha si rivolse all’assemblea e disse:

Io possiedo il vero occhio del Dharma, la mente meravigliosa del Nirvāṇa, la vera forma del senza-forma, il sottile cancello del Dharma che non si fonda su parole o lettere, ma che è una trasmissione speciale al di fuori delle scritture. Questo io affido a Mahākāśyapa.

Fu così che ebbe origine la tradizione silenziosa della Via dello Zen.

L'immagine raffiugura il buddha in posizione seduta
L'immagine raffiugura il bodhisattva Jizo

La Via dello Zen

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Gautama il Buddha (Lumbini, 8 aprile 566 a.C. - Kushinagar, 486 a.C.) trasmise la luce della lampada (metafora con cui nel buddhismo si indica il risveglio spirituale) ai suoi discepoli, il Sangha, che a loro volta diffusero l'essenza del suo insegnamento, in differenti sfumature e lignaggi, a seconda delle loro caratteristiche spirituali, tra queste diverse correnti si diffuse per mezzo del monaco errante Bodhidharma (Iran, 483 circa - Tempio di Shao-lin-su, 540) lo Zen fino in Cina.

Trascorsi circa mille anni, dopo il trapasso del Buddha storico, il maestro Bodhidharma viaggiò fino in Cina diffondendo, il Dharma, il cuore puro dell'insegnamento della meditazione, decorticata dalle sovrastrutture religiose che nel corso dei secoli si infiltrarono nell'insegnamento originario dell'Illuminato.

Bodhidharma

La tradizione Cinese

In India, i ventisette patriarchi hanno trasmesso solo l’impronta della mente. E l’unico motivo per cui sono venuto in Cina è trasmettere l’insegnamento istantaneo del grande veicolo della liberazione. Questa mente è il Buddha. Non parlo di precetti, devozioni o pratiche ascetiche, come l’immersione nell’acqua e nel fuoco, camminare sui chiodi, digiunare o astenersi dal sonno. Questi sono insegnamenti provvisori fanatici. Una volta che riconoscete la vostra mutevole natura miracolosamente consapevole, la vostra è la mente di tutti i Buddha. I Buddha del passato e del futuro parlano solo di trasmettere la mente. Non insegnano nient’altro. Se qualcuno capisce quest’insegnamento, anche se è analfabeta, è un Buddha. Se non riconoscete la vostra stessa natura miracolosamente cosciente, non troverete mai un Buddha, nemmeno se frantumerete il vostro corpo fino a ridurlo in atomi.

Bodhidharma

L'immagine raffiugura il maestro bodhidharma
L'immagine raffiugura 100 rappresentazioni del bodhisattva Kannon

Eihei Dōgen Zenji

La tradizione Giapponese

I Successori del Maestro Bodhidharma tramandarono l'essenza dell'insegnamento del Buddha, il raccoglimento meditativo, attraverso la fiorente discendenza dei Patriarchi cinesi ramificandosi in ulteriori lignaggi, tra i quali il Lignaggio Cáodòng ereditato dal monaco buddhista giapponese Eihei Dōgen, successore del Dharma del Maestro Zen cinese Rújìng (giap. Tendō Nyōjō). Dalla Cina introdusse così il Buddhismo Zen del lignaggio Cáodòng in Giappone (1227 d.C.) dove prese il nome di lignaggio Sōtō. Lo Zen in Giappone raggiunse il suo massimo splendore grazie alla prosperosa discendenza monastica del Maestro Dōgen oggi considerato uno dei massimi esponenti del pensiero buddhista a livello globale. Autore di numerose opere letterarie la sua filosofia e la sua logica, unica nel suo genere, viene studiata non solo in ambito buddhista ma anche nella tradizione monastica cattolica, nel mondo dell'arte e dell'architettura, della poesia, dell'ecologia, della cucina, delle scienze psicologiche e della meccanica quantica.

L'essenza della via fluisce ovunque; come potrebbe richiedere pratica o illuminazione? L'insegnamento essenziale è completamente accessibile; come potrebbe essere necessario lo sforzo? Inoltre, l'intero specchio è privo di polvere; perché impegnarsi per lucidarlo? Niente è separato da questo stesso luogo; perché partire? Eppure, se manchi il bersaglio anche solo per una ciocca di capelli, sei lontano da esso come il cielo dalla terra. Se si verifica la minima discriminazione, ti perderai nella confusione. Potresti essere orgoglioso della tua comprensione e avere un'abbondante realizzazione, oppure potresti aver acquisito una saggezza eccezionale e raggiunto la via chiarendo la mente. Tuttavia, anche con aspirazioni elevate, se ti applichi e ottieni un primo barlume di comprensione, potresti ancora allontanarti dal percorso vitale che ti consente di trascendere il corpo-mente. Osserva l'esempio di Shakyamuni Buddha a Jetavana, che praticò la posizione eretta per sei anni nonostante fosse dotato di saggezza intrinseca. Ancora celebrato è il Maestro Bodhidharma del Tempio Shaolin, che sedette di fronte al muro per nove anni, sebbene avesse già ricevuto il "sigillo della mente". Gli antichi saggi erano così; chi oggi non ha bisogno di esercitarsi come loro?
Smetti di cercare frasi e rincorrere le parole. Fai quel passo indietro e rivolgi la luce verso l'interno. Il tuo corpo-mente di per sé cadrà e apparirà il tuo volto originale.

Eihei Dōgen Zenji

L'immagine raffiugura il diagramma di successione del lignaggio
L'immagine raffiugura un monaco in contemplazione davanti ad un giardino di roccia

La tradizione Occidentale

I primi bonzi della tradizione Zen iniziarono ad approdare negli Stati Uniti fin dai primi anni del '900 a New York con il maestro Zen di scuola Rinzai Shaku Sōyen (1859-1919), Daisetsu Suzuki (1870-1966) suo discepolo, e di Senzaki Nyōgen (1876-1958) a San Francisco. Bisognerà tuttavia aspettare la fine degli anni sessanta per vedere i primi maestri zen occidentali, tra questi vanno ricordati: Richard Zentatsu Baker (1936, di scuola Sōtō) attivo a San Francisco, Philip Kapleau (1912-2004, di scuola Sanbō Kyōdan). In Europa va ricordata l'opera del bonzō di scuola Sōtō, Taisen Deshimaru (1914-1982), allievo di Kōdō Sawaki Rōshi (1880-1965), che fu tra i primi, sul finire degli anni sessanta a Parigi, a raccogliere intorno alla sua figura discepoli europei molti dei quali poi ordinati monaci, come gli italiani Fausto Taiten Guareschi (1949-) e Massimo Daidō Strumia (1950-2010). Oltre a Deshimaru, altri studenti di Sawaki, che viaggiavano spesso e fondarono dei sangha in Europa e in Occidente, furono Kōshō Uchiyama (1912-1998), Yokoyama Sōdō (1907-1980) e Gudō Wafu Nishijima (1919-2014 maestro della nostra linea di discendenza).